Il tempo di esposizione è il secondo parametro, dopo l’ISO, che tratteremo del triangolo dell’esposizione. Si tratta del parametro più semplice da gestire in quanto più immediato da capire. E’ anche quello che ha un maggiore impatto sull’estetica della foto e consente di giocare meglio con il soggetto e con la luce.

Esso indica il tempo nel quale l’otturatore rimane aperto lasciando il dispositivo fotosensibile (pellicola o CMOS) esposto alla luce all’interno della fotocamera.

Misura del tempo di esposizione

In quasi tutte le fotocamere, il tempo di esposizione è misurato in secondi (tempi maggiori di un secondo) o in frazioni di secondo (tempi minori di un secondo). E’ possibile impostare i valori del tempo di esposizione solitamente da una ghiera della fotocamera. Le normali fotocamere forniscono un solitamente un range tra 1/4000 di secondo e 30 secondi. Tra questi valori limite ne esistono altri intermedi tali che passando da un valore a quello successivo o precedente della ghiera (muoversi di uno stop) , la quantità di luce che colpisce il meteriale fotosensibile raddoppia o dimezza a seconda che si vada verso tempi maggiori o minori. Alcune fotocamere, invece forniscono anche tempi intermedi in cui la luce aumenta o diminuisce di un terzo.

Oltre i 30″ solitamente esiste una funzione detta Bulb. In questa modalità l’otturatore della fotocamera è aperto fino a quando la fotocamera non riceve il comando per chiuderlo. Questa modalità è particolarmente utile per scattare delle foto che richiedono tempi di esposizione molto lunghi, quali foto di galassie o di paesaggi.

Effetto del tempo di esposizione sull’estetica della foto: tempi brevi

Oltre a determinare la quantità di luce che colpisce l’elemento fotosensibile, il tempo di esposizione influenza fortemente l’estetica di una foto. Esso infatti indica il tempo scelto dal fotografo con il quale si raccolgono immagini del soggetto. Nel caso di tempi di esposizione molto brevi, si raccoglie solo un’istante del soggetto. Questa modalità di scatto è molto utile nel caso di foto di soggetti in movimento, macro fotografia, gocce etc. Poiché tali foto sono scattate con tempi molto brevi, la fotocamera dovrà essere impostata o con ISO elevati oppure con aperture del diaframma molto ampie. Nel secondo caso sarà possibile ottenere foto con basso rumore.

 

gocce queen and the king
Foto scattata con un tempo di esposizione di 1/1600. Nella foto l’impatto contemporaneo di 2 gocce su una superficie.

 

Effetto del tempo di esposizione sull’estetica della foto: tempi lunghi

L’utilizzo di tempi di esposizione molto lunghi è invece indicato per foto in cui si ha la necessita di scattare un soggetto fermo ma in un’ambiente molto scuro (esempio galassie) oppure nel caso si vogliano raccogliere diversi istanti di un soggetto. Esempi di quest’ultimo caso sono l’effetto seta (soggetti con acqua in movimento), scatti in motion blur (soggetti in movimento durante lo scatto) o ad esempio foto di strade durante il traffico (le foto delle luci delle auto disegnano delle linee lungo la strada).

effetto seta blurred images
Immagine scattata con un tempo di esposizione intermedio (1/3 di secondo). La foto è stata scattata senza l’ausilio di un treppiede, motivo per il quale risulta molto rumorosa (blurred).

 

con i tempi molto lunghi, è possibile introdurre del rumore a causa del movimento della fotocamera stessa durante la pressione del pulsante di scatto oppure durante il movimento stesso dell’otturatore. Immagini con tali rumori vengono dette Blurred images. Per diminuire tale effetto ci sono degli accorgimenti molto utili quali l’utilizzo di un treppiede e di un telecomando per scattare la foto via wireless o elettronicamente senza interagire con la telecamera stessa

 

Fotografia digitale: tempo di esposizione
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